
Da l'Unità:
"Leggete i due slogan che girano intorno a Cappellacci: “La Sardegna ritorna a sorridere”, buono per vendere un candidato così come un dentifricio sbiancante, e l’altro, efficacissimo, limpido: “Contro la Sardegna dei vincoli”. Che poi sono i limiti che l’ultima giunta ha messo agli appetiti dei cementificatori. No, basta con questi lacci. Oggi si mostra il centrodestra e non si possono dimenticare le parole di Tremonti: «Se fosse possibile, andrebbero vendute tutte le spiagge del Sud Italia, per ripianare i debiti».
Ugo Cappellacci – definito dalla Nuova Sardegna, quotidiano di Sassari – il “Grande Sconosciuto”. Il commercialista di Cagliari, coordinatore regionale di Forza Italia, faccia da bravo ragazzo, silenzioso, figlio di Giuseppe, anche lui commercialista che faceva grandi affari con il primo Berlusconi, quello dell’Edilnord e delle piccole antenne tv, ecco, questo parvenue della politica è solo una foto sorridente, scelta da Gavino Sanna, il pubblicitario, per reclamizzare meglio gli interessi del potentato d’interessi che sta contro Soru. Non a caso in questi 5 mesi – da quando è il leader del partito azzurro nell’isola – Cappellacci ha parlato poco, pochissimo.
Lasciando agli altri gli oneri (Pili e il referendum contro Soru) e gli onori: Berlusconi. Che lo ha visto crescere: «Frequento Arcore da quando ho finito il Liceo, il mio è un affetto sincero». Che adesso lo porta per mano, sperando che sia la faccia giusta per nascondere un’alleanza strana, che cerca di tenere dentro dal solito Udc agli ex mastelliani, pronti al riciclo, fino ai sardisti, che rinnegano un secolo d’identità e di lotta contro l’invasore e si lanciano a caccia di posti sicuri in consiglio regionale. Cose che accadono, ma non credete ai miracoli, alla favola del ragazzo serio che in cinque anni è passato dallo studio commerciale di papà alla candidatura a governatore della Sardegna. Oppure credeteci, ma ricordatevi che dopo la maturità in vacanza premio fu spedito ad Arcore."